Lezioni di volo? stavolta no…

“…è facile parlare di volo, perchè invece non parli della felicità?…”

Me lo hanno chiesto. E io mi ci sono messa, a scrivere intendo, e molto diligentemente… insomma, quasi… A dire il vero  ho cazzeggiato un po’ cercando la forma migliore per esprimere il concetto.
Così ho scritto. Sì, sì… un bel polpettone con tanto di punti e virgole, virgolette e parentesi… Oh sì! Bello, eh! Quasi perfetto… e poi gli ho fatto fare la fine degli altri trenta e passa post, cestin..ehm, archiviati tra gli “incompiuti”, quelli pronti e mai pubblicati…
Tanto – mi dicevo – prima o poi clicco su invio

Già… invece il post è rimasto lì e io ho continuato a chiedermi perchè avrei dovuto parlare o scrivere di felicità… A chi interessa? In fondo se uno vuole essere felice il modo lo trova, no? E quelli che non ci riescono forse non ci provano nemmeno, non è così? E poi anche volendolo fare, come si fa? Ti presenti ad un infelice e gli dici:  Ehi! Tizio! Lo sai che puoi uscire dalla tua infelicità? Sì che puoi! Andiamo, ci sono riuscita io, puoi farlo anche tu! Come sarebbe a dire “cosa devo fare”? Devi darti una mossa cocco! Per esempio, smettila di piangerti addosso, smettila di dare la colpa al mondo per la tua sfiga, accidenti ma ancora non hai capito che il mondo che vivi è esattamente il mondo che ti sei creato intorno? No? Non ci sei ancora arrivato? Vediamo se lo capisci così… 1°) Legge di risonanza: puoi incontrare solo situazioni e persone come te. Se sei stonato incontrerai stonati fino a quando non ti deciderai a cambiare tono! (semmai prendi lezioni di canto!!).  2°) L’energia delle emozioni da forza al pensiero e concretizza: se pensi in modo sfigato attirerai la sfiga perchè il tuo pessimismo non farà che andare in quella direzione, confermando ancora una volta che hai ragione: sei uno sfigato! E più te lo ripeti più avrai ragione di ripetertelo. Cambia musica. 3°) Il pensiero negativo coagula e si aggrega per somiglianza: ovvero, si aggrega ad altri pensieri esattamente come i tuoi e nutre forme- pensiero le quali a loro volta nutrono forme-pensiero ancora più grandi che ormai sono forme di vita elementari e autonome (egregore). Come tutte le forme di vita hanno un imperativo: sopravvivere! Per farlo hanno la necessità di nutrirsi di pensieri simili. Ergo… se non pensi una cosa brutta arrivano comunque a fartela pensare loro, così tu ti incazzi e loro si nutrono con la tua energia… Una figata pazzesca, eh? E tutto gratis… almeno per loro! 4°) Si raccoglie ciò che si semina. ecc. ecc….

Beh… forse questo non è l’approccio migliore… un po’ di tatto non guasterebbe… Anche perchè le cause dell’infelicità, benchè più o meno sempre le stesse, spesso si dispongono dentro di noi in modo tale da rendere quasi inestricabile la matassa, almeno in tempi brevi, e questo comporta quasi inevitabilemente altra frustrazione…  Ciò non toglie che, in fondo, è anche lecito chiedersi per quale ragione chi si è fatto il mazzo per riuscire ad essere felice dovrebbe, ad un certo punto, mettere a disposizione di qualcun altro tutto ciò che ha imparato e compreso… Perchè il Tizio suddetto non si fa lo stesso mazzo per arrivarci come ci sei arrivata tu?

Ma è proprio qui che entra in in gioco l’Amore e la comprensione..
Se ci sei passata, se sai cosa significa stare nella merda e ne sei uscita, è stato sicuramente perchè lo hai fortemente voluto ma è stato possibile anche grazie a chi, passandoci prima di te,  ti ha teso una mano amorevole, e se l’Amore, che è sempre stato la tua ragione di vita, è divenuto reale e tangibile dentro di te come l’aria che respiri…. beh… a quel punto la sorte di Tizio ti sta a cuore e desideri la sua felicità… così anche la sorte di Caio… e pure quella di Sempronio va…

Non ci sono meriti nè santità… non ci sono intermediari religiosi che tengano… l’amore si può solo provare, e quando lo si prova non ne si può più fare a meno, come della felicità…
Così diventa assolutamente naturale mettersi nei panni degli altri; diventa istintivo andare verso chi non è felice per cercare di fargli capire che significa essere davvero felici…
E si comprende ancora meglio cos’è e quanto è importante il libero arbitrio. Non ci si sogna neppure di invadere la vita e lo spazio altrui con le proprie convinzioni. Si resta alla distanza necessaria. La distanza di un braccio proteso ed una mano aperta, nulla di più. Solo se l’altro accoglie la mano allora tutto ciò che vi è in essa è a sua disposizione per farne ciò che crede…
In quella mano c’è tutto il percorso necessario a trovare sé stessi, i propri desideri, la coerenza alla propria originaria essenza, c’è la lampada che illumina il cammino, c’è la fiducia nelle proprie capacità, c’è l’entusiasmo di chi impara ad amare la vita, c’è la gioia… Tutto questo è possibile solo se la mano tesa ha vissuto in prima persona le difficoltà, e ha compreso sulla propria pelle cosa rappresenta “la notte dell’anima”, passandoci in mezzo e restando sveglia. Ed è possibile solo se la mano che accoglie decide liberamente di farlo e di intraprendere il proprio percorso…
Gesù insegnò questo e la croce che dovette portarsi sulle spalle, rappresenta per noi il peso delle dottrine, dei dogmi e delle distorsioni intellettuali, religiose e culturali che ci separano dal comprendere e vivere l’Amore e quindi anche dalla felicità…  non avremmo bisogno di altro che questo e il resto, fu scritto, vi sarà aggiunto

E’ difficile riuscire ad essere felici?
E’ difficile quando si deve lottare contro la propria tendenza alla rinuncia.
E’ difficile se per farlo ci si deve scrollare di dosso una marea di false convinzioni e di morali apparentemente buone che di buono non hanno nulla, e sono solo una maschera di buonismo becero.
E’ difficile quando la cultura, anche quella laica, suo malgrado è intrisa di bugie e di intermediari, religiosi o meno, convinti e che convincono di essere l’unica via per arrivare a Dio o alla felicità, ed è incredibile come questo modo di vedere le cose, col tempo, ci abbia portati tutti a credere di avere bisogno di un qualcosa o di un qualcuno per essere felici…  
E’ difficile quando, per secoli, ci hanno convinto che la felicità è “…solo un attimo che svanisce e solo attraverso la sofferenza e l’espiazione si conquista il paradiso…” (forse la frase non è precisa, ma il tono è sempre quello!)
E’ difficile se una delle barriere da superare è ammettere che non ha alcun valore il perdono se prima non ci si è concessi di sentire anche l’odio verso chi, o cosa, ci ha procurato dolore, e che solo dopo è possibile lasciare andare veramente…
E’ difficile ed è anche  pesante… e di pesi inutili ce ne hanno, e ce ne siamo, messi sulle spalle uno sproposito e continuiamo a farlo ogni giorno… (per approfondire l’argomento consiglio un libro: I quattro accordi di Miguel Ruiz)
E’ difficile perchè il senso di colpa è diventato un compagno fedele. Fedele sì, come un gatto nero attaccato ai maroni…

Ok! Ammettiamolo… è dura riuscire ad essere felici. Soprattutto vivendo in un mondo che non fa che tirarti giù, perchè la tua felicità è insopportabile o  perchè poi non sei più gestibile…
E’ difficile perchè DOPO non si ha più la scusa dell’infelicità per farsi compatire dal prossimo…
E’ difficile perchè poi non si fa più parte del gregge e ci si può sentire soli…
E’ difficile per queste e altre mille ragioni reali… ma… accidenti se ne vale la pena!

Vale per l’intensità con la quale si vive da persone felici e vale perchè, lo si sappia o meno, la nostra felicità è l’unica medicina capace di guarire l’anima della Terra… ma questa è un’altra storia…

fiorenelcemento 
T – …che faccio? Invio?
A – invia, invia…

sabato, 22 novembre 2008 on 1:46 | In In volo | 6 Comments

6 commenti »

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  1. L’ho letto d’un fiato, e concordo in pieno; aggiungerei però anche che è difficile perchè pensi che puoi attirarti l’invidia degli altri, ma infine, quando sei felice quella non ti tocca.
    Bentornata :-)

    Commento di Nadir — sabato, 22 novembre 2008 #

  2. Grazie! :-)

    Vero, non ho parlato dell’invidia… un sentimento tremendamente paradossale: rodersi, e quindi rendersi ancora più infelici, perchè qualcun altro è felice! Più che paradossale forse è solo tremendamente idiota :-)

    Commento di Tayla — sabato, 22 novembre 2008 #

  3. ben riletta, grazie per gli spunti di riflessione, o meglio per avermi rinfrescato la memoria su cose che ormai so da qualche vita :-)

    Commento di blogexperiment — lunedì, 24 novembre 2008 #

  4. Sempronio….presente!
    tra un paio d’ore la smetto di dormire sul banco e inizio a prendere appunti.
    Ciao luce.
    Ori

    Commento di lavocedelsilenzio — martedì, 25 novembre 2008 #

  5. Blogex
    …la mia memoria invece fa acqua da tutte le parti… per questo scrivo! :) ))

    Sempronio
    …ma come devo fare con te? dai, vieni alla lavagna, almeno resti sveglia… :D

    Commento di Tayla — mercoledì, 26 novembre 2008 #

  6. Questa è la Sus che conosco !!!
    bellissimo quello che hai scritto è una delle cose più belle che io abbia letto nel tuo blog e confesso che mentre leggevo come una bobina rivedevo frammenti delle nostre chiacchierate e delle nostre serate e pensando a oggi……che dirti a lla fine tutte quelle parole e riflessioni, sono servite , servite anche a farci “rinscere persone nuove”
    Ti abbraccio sister

    Commento di Patri — venerdì, 19 dicembre 2008 #

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