Mah…!
"…quando ti poni una domanda è perchè la risposta ti ha già raggiunta. Non è una metafora. Né un aforisma. Funziona esattamente così. In quell’intricata tela di energie che vi circonda e della quale siete per lo più inconsapevoli, scorre la Conoscenza del Tutto che è anche ciò che vi collega gli uni agli altri.
Cerca di capire bene. La domanda che ad un certo punto ti poni è solo la reazione cosciente a qualcosa che ti ha sfiorata e che ha trovato in te un terreno fertile per depositarsi. In pratica la domanda non è il punto di partenza ma la chiave d’accesso cosciente a quello che potremmo chiamare "seme di conoscenza". Ecco perchè, spesso, quando ti poni una domanda hai la sensazione, anche vaga, di conoscere già la risposta…
Sono tante le domande che non ti sei ancora posta e tante altre quelle che non ti porrai per il resto di questa vita. Un po’ perchè i semi di un certo tipo di conoscenza non sono ancora arrivati a te e un po’ perchè alcuni semi, anche se ti arrivassero, non potrebbero attecchire…
Devi sapere che ogni seme di conoscenza ha un certo tipo di frequenza vibrazionale e lo stesso vale per ogni essere esistente. Puoi a questo punto dedurre che quando ti poni una domanda è perchè, ciò che l’ha suscitata, vibra alla tua stessa frequenza. Questo sottintende che hai già gli strumenti necessari per vedere, sentire e capire ciò che ha da dirti e mostrarti. Quindi non pensare di non essere in grado di avere le risposte alle domande che ti stai facendo da un po’… devi solo avere pazienza.
Al contrario, ciò che vibra diversamente da te non lo puoi né vedere né sentire. Così come non puoi sentire gli ultrasuoni o vedere ad occhio nudo gli infrarossi e gli ultravioletti.
La difficoltà nel renderti consapevole della risposta è in realtà data dal grado di resistenza della tua mente. La mente è spesso lasciata a sé stessa e all’influenza dell’ambiente in cui è cresciuta; è come un bambino: non ha i mezzi per valutare correttamente tutto ciò con cui entra in contatto e spesso finisce per ignorarlo o averne paura. A maggior ragione se si tratta di qualcosa che non le è più che familiare. Se ne ha paura tenterà di difendersi come può o come ha imparato a fare. E’ necessario quindi che entri in gioco uno strumento molto più antico e più lungimirante della mente, che tutti possedete ma che usate davvero poco: il cuore. E’ lui che dovrà fungere da genitore e mostrarle, un po’ per volta, che non c’è nulla di cui aver paura; esattamente come fanno i genitori quando aiutano i loro bambini ad affrontare, per esempio, la paura del buio…
Te lo leggo negli occhi: "come si fa a distinguere il cuore dalla mente?" …ne abbiamo in parte già parlato ma ci torneremo su, in un altro momento…"
Fa parte di quelle cose che di tanto in tanto mi si affacciano nella mente o nel cuore o nonsisabenedove e mi lasciano un po’ così; sono immagini e/o dialoghi… forse intuizioni, forse frullati di pensieri astratti, forse ispirazioni, forse fantasia pura… non lo so. Quello che so è che quando arrivano lasciano perplessa anche me, quindi se avete domande… ecco, non fatene, perchè non saprei rispondere…
giovedì, 28 febbraio 2008 on 10:15 | In OnMyOwn | 4 Comments4 commenti »
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Non è più tempo di guerrieri, è il tempo della trasformazione dell'uomo... mettete le ali ai vostri cuori e spiccate il volo... il cielo è pronto ad accogliervi...




Io sono ancora nella fase in cui mi faccio la stessa domanda per giorni, settimane, mesi e non trovo mai la risposta da nessuna parte… sarà che sono miope e quindi non la vedo? Come dici tu: “mah!”.
Commento di Sole d'autunno — giovedì, 28 febbraio 2008 #
Mi piace la storia che percepisci solo se vibri alla stessa frequenza, lo hai spiegato benissimo, almeno per chi si ciba di energetica
ecco se mi arrivano domande, dovrò ricordarmene e lasciarmi cullare dalla vibrazione
ciao
Commento di Nadir — giovedì, 28 febbraio 2008 #
Direi una concezione corretta e spiegata bene, credo anch’io che in fondo il meccanismo sia quello, del resto se vuoi conoscere bene una cultura devi impararne la lingua e viverci diversamente non potresti riuscirci, qui è più o meno la stessa cosa, quando alzi la frequenza comprendi cosa dice, a volte rileggendo libri dopo anni troviamo troviamo significati e cose che non avevamo visto/capito nella precedente lettura, eppure il libro non è cambiato di una virgola, siamo cambiati noi
Commento di acuachiara — giovedì, 28 febbraio 2008 #
Sole
ecco… se c’è una cosa che ho imparato dall’esperienza è che non serve continuare a farsi la stessa domanda, una volta fatta lascia che arrivi, o, alla luce di quanto sopra, attendi che salga alla coscienza
Nadir
sono felice che tu l’abbia trovata chiara, io ci sto ancora meditando un po’ su…
Acqua
in effetti il risultato non cambia, cioè se una cosa vuoi capirla in qualche modo arriva, però è la prospettiva che cambia un po’ o più probabilmente cambia l’approccio mentale. Se la teoria corrisponde alla dinamica reale, pensare che è già lì la risposta ti mette in una condizione differente, consente alla tua mente di restare semplicemente in ascolto senza filtri… ecco vedi? mentre te lo dico comincio a comprendere il punto, forse è vero che funziona così
Commento di Tayla — venerdì, 29 febbraio 2008 #