Grattacieli
“..andiamo su e giù come gli ascensori di un grattacielo…
Non osiamo andare da soli in certi piani finchè qualcuno non preme il pulsante giusto.
Abbiamo paura di certe altezze, perchè ci hanno detto che salire così in alto è pericoloso. Col tempo ci hanno convinto che lassù non c’è nulla e che se proviamo a salire corriamo il rischio di “uscire dalle guide”. Ci hanno anche detto che finchè non viene provata scientificamente l’esistenza di quei piani, i piani stessi non esistono.
Abbiamo paura anche di certe profondità, di scendere fino in fondo e magari di rimanere bloccati negli scantinati.
Così restiamo confinati in quel corridoio verticale e buio, nell’attesa fatta di noia, speranza e paura, che qualcuno o qualcosa, ci dica dove andare, che prema il bottone per scendere o salire, con l’ansia che scelga proprio il piano in cui temiamo di andare…
Se solo riuscissimo a comprendere che siamo l’intero grattacielo, con le fondamenta nel terreno e l’aspirazione naturale alle grandi altezze. Così immenso e ben radicato al suolo, suscettibile a tutte le vibrazioni della terra ma che alla solidità della terra deve la sua stabilità. Così vicino al cielo, in grado di resistere alla forza del vento, oscillante ed elastico, fiero della sua grandezza, con le facciate che spaziano verso l’intero orizzonte. Così esteso e lucido da riflettere ovunque la luce circostante e mostrare le proprie luci in lontananza, anche quando cala il buio.
Se solo lo volessimo riusciremmo capire che l’ascensore che sentiamo di essere, il cui movimento dipende così tanto da circostanze esterne, è solo un mezzo per spostarci all’interno di un più vasto edificio. Potemmo comprendere quanto siamo collegati alla terra e al cielo e scopriremmo che ci sono altri grattacieli, dei quali abbiamo solo sentito parlare da qualcuno che è entrato nel nostro ascensore. Potremmo conoscere cose che neppure immaginiamo, goderci panorami mozzafiato e un senso di libertà impagabile.
Se solo allargassimo la visuale comprenderemmo che abbiamo a disposizione anche gli altri ascensori dell’edificio, per sondare ogni angolo della nostra forma e sentire così tutte le nostre dimensioni. Basterebbe smettere di pensare di essere solo ascensori e accorgersi… che siamo sempre stati grattacieli…”

20 commenti »
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Non è più tempo di guerrieri, è il tempo della trasformazione dell'uomo... mettete le ali ai vostri cuori e spiccate il volo... il cielo è pronto ad accogliervi...




sì, è qualcosa di molto simile… e oltre
Commento di Tay — martedì, 9 ottobre 2007 #
Sai a cosa mi hai fatto pensare con questo post? All’ascensore della “Fabbrica di cioccolato”. Bastava premere un pulsante e l’ascensore si muoveva in tutte le direzioni utili per raggiungere la stanza prescelta… Ad un certo punto è pure uscito dall’edificio..
A pensarci bene.. anche i nostri ascensori talvolta escono dal “grattacielo di noi stessi”: quando riusciamo a “guardarci dall’esterno”, con un certo distacco.. non credi?
Un bacio, cara Tay
Commento di soledautunno — martedì, 9 ottobre 2007 #
….azzz….e io che da piccola piangevo perchè ero sempre la piu’ alta!!!
))
Commento di orizzonti — martedì, 9 ottobre 2007 #
Ehmmm…io più che un grattacielo mi sento un casetta di un solo piano…e senza neanche il giardino!!!
Ciao socia!!! :-**
Commento di Micol — martedì, 9 ottobre 2007 #
Ori
non dirlo a me… da bambina ero anche io la più alta della scuola e mi sentivo goffa e sgraziata, poi mi sono fermata al mio metro e 58 e in terza media mi davano già della puffa…
quindi troppo grande da bambina… e tappa da adulta… è un mondo bellissimo!!
Socia
ecco, tu sì che hai la capacità di ribaltare le prospettive!! grazie! non sai perchè… ma grazie! :-**
Commento di Tay — martedì, 9 ottobre 2007 #
secondo me non e’ facile capirlo con l’ascensore..
dal mare alla cima della montagna.. a piedi bisogna andare.. e con la tenda!
Commento di palmato — martedì, 9 ottobre 2007 #
L’importante è non avere una gemella in questi casi
Commento di azul — martedì, 9 ottobre 2007 #
Pal
di volta in volta si scelgono metafore differenti… ho sentito che per esprimere questo preciso pensiero il grattacielo fosse l’immagine più vicina…
comunque… il fornello per il caffè chi lo porta?
Azul
in realtà inconsapevolmente hai colto un aspetto interessantissimo… c’è un simbolismo molto forte…
Commento di Tay — mercoledì, 10 ottobre 2007 #
Siamo grattacieli inconsapevoli, Tay. Grazie per lemozione dellabbinamento parole profonde/musica adatta, meravigliosa
Commento di Dy — mercoledì, 10 ottobre 2007 #
Pal
…cioè, intendevo dire… che il rapporto ascensore/grattacielo era l’immagine più vicina…
Commento di Tay — mercoledì, 10 ottobre 2007 #
Sì, Blo,
“…corta, stretta e piena di… ”
Commento di Tay — mercoledì, 10 ottobre 2007 #
a chi il grattacielo, a chi il pollaio (qualcuno non aveva detto che la vita e’ come la scala del pollaio?)
Commento di blogexperiment — mercoledì, 10 ottobre 2007 #
Ciao Tay,
sai che mi vien da ridere?
Solo a 63 anni (quasi 64) ho capito perchè, d’istinto, quando mi schiacciavano come un tasto (d’ascensore) correvo il rischio di finire su, su, su, verso la Luna.
Caspita! Ero, anzi, sono un grattacielo.
Meglio tardi che mai. Ho capito.
Un abbraccio e un bacio.
banzai43
Commento di banzai43 — mercoledì, 10 ottobre 2007 #
e già non capisco proprio il perchè…. ma se vuoi ho altre prospettive da proporre…ma non credo siano poi tutte così d’ausilio! Bacio
Commento di Micol — giovedì, 11 ottobre 2007 #
Commento di Dy — venerdì, 12 ottobre 2007 #
E che grattacielo sarò io? Forse una delle Twin Towers…
Commento di Rick — mercoledì, 17 ottobre 2007 #
uhmm
ma non era anche i ricchi piangono ?
carina la nuova veste grafica
ciaooo
Commento di ReyTS — giovedì, 18 ottobre 2007 #
buon fine settimana
Commento di caravaggio — sabato, 20 ottobre 2007 #
ciao
Commento di ReyTS — domenica, 21 ottobre 2007 #
Ciao Tayla,
quando ci regali un altro racconto?
Buona serata.
banzai43
Commento di banzai43 — lunedì, 22 ottobre 2007 #