Dedicated…

Questo post è dedicato a te…
A te che sei stata una bella scoperta in questo blog,
a te che sei così simile ma anche così diversa da me
a te che con un coraggio senza pari affronti situazioni che ammazzerebbero un drago
a te che non ti arrendi mai
a te che sai amare anche chi non lo fa
a te che vedi lontano ma che di tanto in tanto perdi l’orizzonte a causa delle lacrime
a te che mi hai mostrato la pazienza
a te che c’eri quando stavo crollando
a te che spesso mi dici “te l’avevo detto!”
a te che in questo momento sei così fragile dentro…
a te cara amica, dedico queste parole perchè vorrei che tu ritrovassi il sorriso… perchè stamattina leggendo una frase ho sentito che ti si incollava perfettamente: ”siamo come bustine di tè, diamo il meglio di noi quando ci troviamo nell’acqua bollente”…
Coraggio piccola P. questa è solo un’altra tazza, e tu sei una bustina magica, ogni volta acquisti più colore e più sapore…
Coraggio… fai un bel tuffo e se l’acqua sarà troppo calda ci metterai solo un po’ di più a raffreddarti, ma mi troverai sempre accanto a te quando ne uscirai…
Ti abbraccio… :-)

lunedì, 20 novembre 2006 on 12:14 | In Charlie's Diary | 12 Comments

Un anno di…

…un anno di te e di me? (naa… meglio lasciar perdere Baglioni…)
…un anno di sport? (ehm… a parte lo yoga ne ho fatto proprio pochino)
…un anno di sfiga? (ma no… anzi, sono così tante le cose belle e importanti che ho vissuto)
…un anno d’amore? (…domanda di riserva?)
…un anno di…. blog? Ecco sì, un anno di blog!! 
Piccolo mio, hai rischiato di essere cassato varie volte, ma alla fine sei riuscito a convincermi che valeva la pena lasciarti esistere … Ok! Tu avevi ragione e io torto…Sono contenta che ci sei ancora per poterti augurare…. Buon Compleanno!!!

giovedì, 16 novembre 2006 on 13:33 | In FreeStyle | 27 Comments

Fly Away – the magic penny and… the end

….Attese un secondo, solo il tempo di notare la faccia sorpresa e un po’ perplessa della  sorella… fece un ultimo, profondo respiro… chiuse gli occhi e poi… lanciò in aria la monetina….

“…Il lanciò fu un po’ troppo deciso per una monetina così leggera. Non riuscì a prenderla al volo. Ricadde di taglio sul tavolo, rotolò e si infilò tra le due travi di legno che lo componevano, cadde in terra e rotolò ancora fino a scomparire dentro una fessura nel muro. 
Poco dopo dalla fessura apparve un topino grigio, Londra ne era piena, e aveva tra le zampette il penny… giusto il tempo di farsi vedere e anche il topino scomparve dietro il muro. Non lo videro più. 
T – Non ci posso credere…. ma hai visto???
K – Sì, è pazzesco…. se non l’avessi visto non ci crederei nemmeno io…
Si guardarono incredule senza parlare…. poi scoppiarono a ridere…T – Ok! E’ chiaro… il mio destino non vuole prendersi la responsabilità di decidere!! 
K – Ossignore…..ma solo a te capitano ste cose!
T – Ehhh… è un destino dotato di sense of humor… molto inglese!!
Risero parecchio, era tanto che non lo facevano insieme e il resto della serata scivolò via leggera, come sospesa in un incantesimo…  d’altra parte perchè stupirsi? Londra era la città della magia no? E comunque… ogni decisione poteva essere rimandata a tempo debito.

[...]

T. tornò a casa e trascorse qualche giorno riflettendo sul suo viaggio a Londra e su tutte le cose particolari che le erano capitate. Cercò di tornare coi piedi per terra e di rimettere insieme qualche tassello, alcuni pezzi della sua vita avevano bisogno di ”manutenzione”…  ed infine Andreas, il mittente della proposta di lavoro, chiamò….

A – Ciao T. Como estas?
T – Holà Andreas! Todo bien…
A – Non preoccuparti parliamo in italiano. Allora? Hai deciso cosa fare? Dai che aspettiamo solo te!
T – Andreas…. senti…
A – mhmm… questo tono non lascia intendere nulla di buono, vero?
T – …uff… com’è difficile… Vabbè è meglio che vada subito al sodo: non posso accettare. O meglio, potrei ma non voglio…  La tua è una proposta allettante, non sai quanto mi piacerebbe mollare tutto e partire, ma non è il momento e il Venezuela – questa la destinazione finale – non è il luogo. E’ una tentazione enorme che giunge proprio nel momento in cui tutto mi indurrebbe ad accettare, ma… sento che mi porterebbe lontano dal mio vero progetto… inutilmente lontano… capisci?
A – …credo di sì. Ha a che fare con quello di cui abbiamo parlato la prima sera vero?
T – Sì. E’ un progetto ambizioso, senza garanzie di riuscita… ma il potenziale c’è e questa volta non voglio lasciarmi distogliere dalla meta…
A – Non c’è modo di farti cambiare idea?
T – …no, credo di no…
A – Mi spiace sai?… Ci tenevo ad averti nel team, ho capito subito che eri la persona giusta per quel lavoro, e poi tu e tua sorella avreste potuto lavorare insieme e so che anche lei ci teneva…
T – Ti ringrazio per la stima… Lo so, anche a me sarebbe piaciuto… ma chissà… un giorno magari ti rifarai vivo con un’altra “proposta indecente” e io accetterò… non buttare via il mio numero
A - Non ci penso nemmeno a cancellare il tuo numero. Anzi, aspettati di sentirmi spesso… e forse anche di vedermi in Italia…
T - Me lo aspetto e ci conto… allora a presto
A – A presto T…  

Si sentì più leggera. Ci aveva pensato e ripensato, aveva passato notti insonni a valutare quella possibilità e più volte era stata sul punto di accettare… ma in fondo sentiva che quello che aveva in mente per sè stessa era altro. Aveva fatto giri immensi intorno a quel progetto, fin da bambina… ed ogni volta qualcosa di allettante la portava lontano… questa volta no.

Era sicura che ci sarebbero state altre proposte e altri miraggi pronti a cercare distoglierla da quel progetto, ma cominciava ad essere più consapevole di certi meccanismi e del fatto che più fosse andata avanti più quei meccanismi sarebbero diventati subdoli e sottili… ma…  era una sfida troppo eccitante per rinunciarci…

Chiuse lo sportellino del cellulare e se lo mise in tasca. Sulla punta delle dita sentì qualcosa di metallico, pensò che fosse il bottone della giacca che si era staccato all’aeroporto un paio di settimane prima.
Invece trovò un penny. Sorrise ancora tra sè… chissà se era lo stesso di quella sera…  probabilmente no… ma non era importante… il suo destino avrebbe sempre trovato un modo originale per farsi riconoscere ed indicarle la strada…” 

 

Immagine: Illusion by Escher

lunedì, 13 novembre 2006 on 13:28 | In Charlie's Diary | 18 Comments
« Pagina precedentePagina successiva »

Entries and comments feeds - Valid XHTML and CSS - ^Top^ - Powered by WordPress with jd-sunset theme by John Doe - Design by Tayla