18 settembre 2006

Cazzeggio tra i miei pensieri sparsi, confusi…
mi arrampico sui muri delle mie emozioni, scivolando…
per non fermarmi a sentire l’inquietudine…
perchè, nonostante tutto, rimango aggrappata a questa esistenza,
e ora guardo in faccia la mia paura… mi arrendo all’evidenza
l’idea di perdere ancora qualcuno mi spaventa
…ci siete andati vicini… così vicini… un soffio e via…
e non me lo sarei mai perdonata… 
non avrei potuto perdonarmi di avervi perso prima di essermi resa conto di quanto sia legata a voi…
l’ho capito solo ora… e ringrazio la vita che mi ha regalato un’altra occasione
…posso ancora abbracciarvi tutti… vi ho abbracciati tutti…
e ho sentito che nonostante la mia scelta siamo ancora una famiglia 
per qualcuno purtroppo non sarà più così…
Per Ale, Manu, Stefi e Marti…
avete perso la vostra casa ma voi ci siete ancora è questa la cosa importante.
Vi voglio bene

Milano, Via Lomellina – lunedì 18 settembre 2006 

mercoledì, 20 settembre 2006 on 18:16 | In Charlie's Diary | 15 Comments

**

“…Sono già nei pressi del bar, sto per fare dietrofront e ritornare a casa, quando mi accorgo che la saracinesca è abbassata per metà. Infilo la testa, indecisa se entrare, e vedo questa scena: Emi sta ballando tra i tavoli, in quello spazio ridicolo, con un sessantenne magro come una stecca da biliardo e dall’aria di chi è al sesto frizzantino del giorno.
Noto che si è fatta dei colpi di luce: ciocche platinate e arricciate le ciondolano sulla fronte sudata e sul suo incarnato roseo da buona salute; il grembiule è slacciato e svolazza dietro a lei come la federa di un cuscino. Nonostante i suoi settantacinque chili, è agile e va a tempo; lattea e cremosa come un barattolo gigante di yogurt. E’ evidente che il suo corteggiatore le sta insegnando qualche passo di tango. Si voltano e mi vedono.
<<Ehm>>, faccio io con imbarazzo <<volevo un caffè ma…>>
<<Entri, entri>>, dice il vecchio. <<Emi, glielo facciamo un caffè a questa bella signora… o signorina?>>
Sento la risata di Emi accompagnarla fin dietro il bancone. <<Stavo per chiudere la macchina… Vieni, vieni, non nego mai un caffè a nessuno>>.
[...]
In tutto il quartiere non vola una mosca; solo il buonumore di questo piccolo bar forse illegalmente aperto. Mentre mi dirigo alla cassa per pagare mi sento in obbligo di dire qualcosa.
<<Grazie per il caffè. Immagino che se fossi arrivata cinque minuti più tardi…>>
<<No, non è detto>> mi interrompe Emi, asciugandosi la fronte con un lembo del grembiule pulitissimo. <<Un bar è come l’amore>> dice, e sospira <<è sempre aperto>>.
Già, rifletto, è sempre aperto… un bar è come l’amore, l’amore è come un bar, un bar sempre aperto, un bar senza giorno di riposo…”
Da: L’amore è un bar sempre aperto
di Grazia Varesani
pag. 115

mercoledì, 20 settembre 2006 on 14:51 | In FreeStyle | 2 Comments

angeli

Questo post è dedicato a tutte le persone che in questo momento stanno soffrendo a causa di malattie serie e a tutti quelli che in qualche modo vivono una vita davvero difficile.
E’ vero, io credo fermamente che ognuno sceglie il suo karma, ovvero sceglie i punti cardine della propria vita e una malattia degenerativa lo è sicuramente. Come lo è una malformazione congenita o un incidente che ad un certo punto cambia la nostra intera esistenza obbligandoci a fermarci, a cambiare prospettiva.
Questo però non toglie nulla alla sofferenza di queste persone, e non toglie nulla al loro coraggio. Perchè nel “qui e ora” la loro sofferenza e il loro coraggio nell’affrontare la vita sono reali e vissuti fino all’ultimo istante con ogni fibra del loro essere. 
Perchè intitolare questo post “angeli” ?
Perchè queste anime vivono una vita molto difficile, ma sanno trasmettere qualcosa di assoluto. Una forza ed un coraggio invidiabili. Spesso sanno darci molto più di quello che noi possiamo dare loro e ancora più spesso entrano nelle nostre anime lasciando un segno indelebile.
Sono i nostri piccoli e grandi angeli in carne ed ossa. Sono qui per fare il loro percorso ma ci ricordano ogni volta quanto sia prezioso ogni singolo istante vissuto.
E allora forse qualcosa in cambio possiamo darla anche noi: rispetto per la loro sofferenza e non pietà. Affetto e non compatimento. 
Chi di noi non ha provato una simile esperienza dovrebbe essere loro grato, perchè grazie alla loro scelta così difficile noi abbiamo l’opportunità di crescere con loro e di essere migliori.
 

venerdì, 15 settembre 2006 on 12:05 | In Generale | 2 Comments
Pagina successiva »

Entries and comments feeds - Valid XHTML and CSS - ^Top^ - Powered by WordPress with jd-sunset theme by John Doe - Design by Tayla