replay

"…E’ notte… Mi trovo in un quartiere di villette, case a non più di un piano, circondate da piccoli cortili recitanti da steccati in legno, verniciati di bianco. Le case non hanno un colore definito, sembrano cubi di carta dalle vaghe sfumature biancastre e grigie. Gli isolati non finiscono mai e i lampioni accesi non mi danno alcun senso di sicurezza… al contrario sembrano accentuare la mia inquietudine disegnando sull’asfalto ombre indefinite…

Un passante mi guarda con un’aria insistente ed un brivido lungo la schiena raggela quegli istanti. Sento l’ansia che sale ad ogni respiro… vado avanti.
I miei passi sono l’unico rumore che mi accompagna. Un altro isolato un altro passante. Questo si ferma e mi si para d’avanti. L’ansia diventa paura. Quell’uomo non ha lo sguardo di chi vuole farmi del male, ma non ho voglia fermarmi a verificare l’attendibilità di quella sensazione, lo supero e affretto i miei passi… 

Sono alla fine di quell’ultimo interminabile isolato. Dovrei essere arrivata, ma dietro l’angolo mi attende qualcosa…. Un gruppo di uomini fermo lì ad aspettarmi… non so come faccio a sapere che mi aspettano… lo so e basta… Non è più ansia quella che sento ma terrore. Mi volto di scatto e comincio a correre…e sento che anche loro stanno correndo dietro di me…   non ho più il senso del tempo e non so dove trovo le forze ma corro… sempre più veloce… sempre più spaventata… corro…. vedo il profilo delle case farsi sempre più sfocato… i lampioni passarmi accanto velocemente uno dietro l’altro… mi dico che ce la posso fare… li posso seminare… e corro… ma  non ho più fiato…. sento il cuore in gola che sta per esplodermi nel petto e ad un tratto un dolore lancinante che mi blocca… cado a terra…. – Alzati, non fermarti ora!! Alzati!! – me lo ripeto con rabbia, ma non ce la faccio, non ne ho più la forza… e quegli uomini mi hanno ormai raggiunta… ma non li vedo più… mi trovo catapultata fuori dal mio corpo e non vedo più nulla non sono più lì… 

In un giorno e in un luogo non definiti…
Cammino per il mercato affollato di gente, saltello da una bancarella all’altra divertita da tutti quei colori… scavalco un muretto, salto su di un cassonetto e mi ritrovo in un vicolo di un quartiere popolare di una grande città… sembra di stare a New York, quante volte nei film ho visto quei vicoli… ma non li immaginavo così luminosi. Di fronte a me altre bancarelle altra gente altra allegria… ed una radio locale emette le sue note in tutto il quartiere… è festa. Dall’altoparlante si sente il DJ che parla con un ascoltatore in linea. Mi fermo incuriosita ad ascoltare la loro conversazione…

- Dicci amico, per quale motivo ci stai chiamando?
- Perchè sono incazzato…. furioso…. questo è un mondo di bastardi… ho appena comprato un’arma… e sto per uscire a cercare qualcuno…
- Ti va di scherzare vero?  Ok ragazzi, abbiamo il buontempone di turno in linea, ora vediamo di capire perchè sta attirando la nostra attenzione nel frattempo lanciamo la pubblicità!!

La voce del dj sparisce dietro allo stacco pubblicitario… che strano… quella voce… com’è familiare…  
Voorei sentire il resto di questa storia, ma devo andare via, la corriera mi attende. Entro nella biglietteria e di nuovo si sente la radio locale…

- Rieccoci in linea col nostro ascoltatore… che dire ragazzi…dopo averci parlato credo che il nostro amico abbia qualche valida ragione per essere così incazzato… si è calmato e ha deciso di raccontarci la sua storia: avanti amico, il microfono è tutto tuo!
- Sono tornato un paio di settimane fa da un viaggio di lavoro. La prima persona che volevo rivedere era la mia ragazza; sono stato via sei mesi e non vedevo l’ora di riabbracciarla. Mi era mancata da morire. Così l’ho chiamata la sera del mio ritorno e lei avrebbe dovuto passare da casa mia quella sera stessa. L’ho aspettata per ore… ho chiamato a casa sua, dai suoi genitori, da sua sorella… ma non sapevano niente… sono uscito a cercarla… ancora niente… sembrava essersi volatilizzata. Sono andato alla polizia ma mi hanno detto che era troppo presto per fare una denuncia di sparizione e di tornare il giorno dopo. Sono tornato a casa nella speranza che lei fosse arrivata… ma lei non c’era… ero spaventato, angosciato, ma anche arrabbiato. In me si era fatta strada l’ipotesi che lei lo avesse fatto apposta o che avesse un altro. Mi sono addormentato sul divano, stanco morto e la mattina dopo ho rifatto di nuovo tutto il giro di telefonate del giorno prima ma di lei ancora nessuna traccia. Dopo aver fatto la denuncia, sono tornato a casa.
Non sapevo più cosa pensare. Ero inebetito d’avanti al televisore spento, quando ha squillato il telefono. Sono corso a rispondere sperando fosse lei. Era il sergente del distretto che mi chiedeva di riconoscere alcuni effetti. Avevano fermato due ragazzini che tentavano di smerciare dei gioielli ad un banco dei pegni. Tra quei gioielli c’era il suo braccialetto… ho passato dei giorni d’inferno non sapendo che fine avesse fatto… l’ho cercata ovunque senza nessun risultato… e la polizia non mi diceva nulla….
E poi ieri…… un agente mi ha rivelato le conclusioni a cui sono arrivati: quella sera… dei figli di cane devono averla presa mentre veniva a casa mia… e probabilmente dopo averla violentata devono averla uccisa e gettato via il corpo…. ora io sto cercando quei bastardi….

La voce del dj interrompe il racconto e la rabbia di quel ragazzo… ma io non ascolto più….. sono immobile d’avanti alla vetrata della biglietteria e vedo una serie di immagini…. vedo gli steccati bianchi… i lampioni… il grigio delle case. Le immagini ormai sono un film che scorre dentro i miei occhi:  vedo una ragazza che corre…. vedo il suo braccialetto che cade a terra…. vedo quattro uomini che la afferrano la buttano a terra e la tengono ferma per le braccia e le gambe…. sento il suo terrore….
…Il MIO terrore… sono lì di nuovo, in quella maledetta sera di due settimane prima… vedo i volti di quei bastardi che mi costringono a terra… sento le mie urla dentro la mia testa, ma non esce nemmeno un suono dalla mia bocca… sento quel male lacerante… il cuore che si ferma…. la vita che mi scivola via… il corpo che non mi appartiene più…  e non sono più io…. è tutto come in un film a rallentatore…. la mia mente si estranea mentre vedo quei bastardi buttarsi addosso a me uno dietro l’altro…. e… 
apro gli occhi di colpo…. vedo le luci filtrare attraverso le tapparelle… vedo la mia stanza… il mio letto…. sono fradicia di sudore….sconvolta e affannata… ma sono a casa…. era solo un brutto sogno…."

domenica, 25 dicembre 2005 on 20:47 | In OnMyOwn | 7 Comments

Merry X-mas

Babbo Natale è passato nel mio blog e deve aver letto la mia letterina.
Vi saluto per un po’… la montagna, la neve, gli impianti di risalita mi attendono.
Un bacio a tutti…!!!!

Merry X-Mas!!!!

giovedì, 22 dicembre 2005 on 16:03 | In FreeStyle | 26 Comments

ciò che non sai

“….ciò che non ti ho detto….
…che non saprai probabilmente mai
è che ho provato a sovrapporre altre immagini alla tua
ma non ci sono riuscita…
resta impressa in quello specchio d’acqua come fotografata dal tempo
restano i tuoi occhi neri
resta il tuo sorriso malinconico
resti sempre tu…”

 

giovedì, 22 dicembre 2005 on 13:34 | In OnMyOwn | 2 Comments
« Pagina precedentePagina successiva »

Entries and comments feeds - Valid XHTML and CSS - ^Top^ - Powered by WordPress with jd-sunset theme by John Doe - Design by Tayla