Risalire alle origini

“…Entro in un cortile di una via della vecchia Milano; mi dirigo verso l’ultima porta sulla sinistra, apro e sento profumo di incenso e spezie. Appena varcata la soglia,  nell’atrio, un tappeto rosso, morbido, e due scarpiere. Via le scarpe ed entro nel corridoio. Ad accogliermi un ragazzo con una bandana in testa,  simpatico, dallo sguardo aperto, mi piace da subito e cominciamo a parlare con naturalezza, come se ci conoscessimo già, e in un certo senso è vero. Mi conduce verso una scaletta e al primo piano, davanti a me, si apre una stanza coi muri di un gradevolissimo colore arancione e in terra il tatami. Durante il giorno e alcune sere  in quella stanza si tengono corsi di Yoga e Tai Chi. E’ bella, accogliente, calda, mi piace com’è disposta ogni singola cosa, dalla scrivania ai cuscini, alle lampade… e mi piace quel profumo di incenso… mi sento subito a mio agio.
Qualche battuta per entrare maggiormente in confidenza e intanto lui collega il notebook al proiettore. Sono un po’ emozionata e curiosa e talmente intenta a scrutare i dettagli della stanza che mi accorgo solo dopo qualche istante che proiettato sul muro c’è mio quadro astrale!
Si fa serio, questo è il suo lavoro in fondo;  a quel punto mi chiede che rapporto ho con l’astrologia egizia: gli dico più meno quali sono stati i testi che ho letto cosa ne penso. Annuisce intuendo d’avere di fronte qualcuno che non strabuzzerà gli occhi sentendo quello che ha da dire.
Invece li strabuzzo eccome… perchè ho una sorta di dejà vu! Non un’immagine o una sequenza di gesti già vissuti, ma qualcosa che assomiglia ad un incontro col destino. Riuscissi a trovare le parole per definire le emozioni che ho provato in quel momento: quella proiettata sul muro è la mappa della mia vita, non capisco nulla di quei simboli eppure è come se sapessi interpretarli, come se avessi saputo da tempo che in un dato giorno e in una data ora, avrei avuto le informazioni che cercavo. Niente previsioni sul futuro. Niente chiaroveggenze o altro. Solo le mie scelte finalmente chiare e impresse lì sul muro. E uno dietro l’altro vedo confermati i miei pensieri… cercavo un senso,  ora almeno so che la strada che sto percorrendo per cercarlo è quella giusta. Un’esperienza illuminante, non tanto per le cose dette ma per quelle “sentite”, avvertite a pelle.
Esco da quel luogo con una consapevolezza diversa. Mi sento leggera, viva… il sole è caldo… mi sembra di danzare con la città e sorrido a me stessa…  ma tutto questo non avrebbe avuto lo stesso peso se proprio ieri non avessi vissuto un’altra incredibile emozione…qualcuno che credo d’aver ritrovato da un passato remoto. Qualcuno che come me ha avvertito lo stesso brivido del riconoscimento. E ancora una volta penso che niente è per caso… 
…ma questa è un’altra storia…. ”

mercoledì, 26 ottobre 2005 on 15:59 | In Generale | Comments

vorrei

Vorrei che le mie braccia fossero così lunghe da poterli raccogliere tutti in un solo abbraccio
Vorrei avere ali così ampie e forti da sollervarli in volo e portarli via da quell’inferno
Vorrei che le bombe esplodessero in mille coriandoli colorati e che i fucili fossero giocattoli
Vorrei che nel silenzio della notte si udisse solo il racconto di una favola 
Vorrei che la guerra finisse domani…. vorrei che non fosse mai cominciata
Vorrei tutto questo per loro perchè non siano i bambini a pagare per noi
Vorrei che bastasse loro una carezza per dimenticare
…e vorrei che bastasse a te per tornare a sorridere
 

martedì, 25 ottobre 2005 on 15:55 | In Generale | Comments

più banale non si può

Finalmente è arrivato l’autunno!! Quello vero, quello che mi piace da matti. Un po’ freddino, quel tanto da cominciare a mettere giacche e giubbotti. I viali cominciano a cambiare colore e io mi sento meglio.

Ma non è solo l’autunno a farmi sentire meglio. E’ la consapevolezza di essere arrivata ad un’altra pietra miliare del mio percorso.
Ci sono, mi percepisco, esisto e finalmente mi riconosco. Mica finisce qui. Ora inizia un’altra parte importante… riconoscere l’altro da me!

Descrivere questi percorsi non è difficile, ci riuscivo anche quando non avevo ancora provato a percorrerli personalmente, ma ora è diverso.
Ora la frase “conoscere sè stessi” per me ha una connotazione diversa, più piena. E’ come descrivere un bignè: se non l’hai mai mangiato puoi comunque descriverlo e riconoscerlo se lo hai visto… ma dopo averlo assaggiato, ogni singolo dettaglio prende forma, colore, sapore… ti cosparge la faccia di zucchero a velo solo a pensarci, e mentre lo mangi ti riempe la bocca morbidamente, le papille sono in fermento e la crema, morbida e vellutata sulla lingua, diventa dispettosa sborda ovunque e ti cola sui vestiti..
Ecco è la stessa cosa. Quando ti sei assaggiata per la prima volta, quando hai scoperto quel gusto morbido e dolce ma anche così pieno, capisci che le parole non rendono l’idea… bisogna assaggiarci per sapere di che pasta siamo fatti… per ora assomiglio ad un bignè. Domani potrei scoprire di essere una zucchina!!!

giovedì, 20 ottobre 2005 on 15:52 | In FreeStyle | Comments
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