Ingolfata

Oggi non gira, non vuole girare. Sarà l’ora legale o tutto quello che ho ingurgitato in questi giorni… roba da coma insulinico.
Non so cosa sia ma il diesel non si mette in moto.
puff puff… pant pant…nemmeno a spingere…
Ma sì, quasi quasi torno a dormire…

martedì, 29 marzo 2005 on 11:05 | In FreeStyle | 38 Comments

Pasqua 2005

By GraphicsByElektra

Dall’uovo di Pasqua

Dall’uovo di Pasqua
è uscito un pulcino
di gesso arancione
col becco turchino.
Ha detto: “Vado,
mi metto in viaggio
e porto a tutti
un grande messaggio”.
E volteggiando
di qua e di là
attraversando
paesi e città
ha scritto sui muri,
nel cielo e per terra:
“Viva la pace,
abbasso la guerra”.

Gianni Rodari

domenica, 27 marzo 2005 on 12:23 | In FreeStyle | Comments

Pasqua anche per loro

Easter BasketDedico questo post di Pasqua agli agnellini, ai capretti e ai coniglietti… cheBunny sono, non per loro scelta, il simbolo di questa ricorrenza… spero che un giorno potranno smettere di esserlo.  
 
  E a tutti voi auguro una Buona Pasqua… naturalmente, il più vegetariana possibile!!! 
  Egg 2 Egg 1 Egg 3 Egg 4 
  ps. Grazie Andrea per quello che hai scritto…


Una scelta coerente. Fra poco sarà pasqua, festa di pace, almeno cosi vogliono farci credere/vedere dalle mille immagini che passano nella televisione.
Bambini felici, famiglie in festa che scartano uova e colombe fra mille luci e mille colori, sorrisi per tutti che, a dirla la verità, stridono un po’ con quello che succede nel mondo. In realtà, ed è chiaro, si tratta di una festa del consumismo dove della famosa bontà e della pace non si vedrà, come al solito neanche l’ombra. Una cosa in particolare vorrei portare alla vostra attenzione: la pasqua porterà inevitabilmente l’uccisione di milioni di esseri viventi. Gli agnelli.

Quando ero bambino ed andavo in chiesa con i miei nonni, a pasqua ascoltavo: “agnello di Dio tu che togli i peccati del mondo, dona a noi la pace“.
Sempre mi sono interrogato sul perché poi, una volta tornato a casa, “l’agnello di Dio” era li sulla mia tavola ucciso e arrostito per soddisfare la nostra gola.

Gli agnelli sono esseri viventi, sono cuccioli, sono come bambini che giocano e si divertono; spesso percorrendo le strade un po’ fuori mano della mia città (Roma) li vedo nei campi(quelli fortunati che non sono rinchiusi nelle industrie) che si rincorrono a perdifiato e giocano proprio come fanno i bambini nei parchi a loro dedicati. Donano pace, certo, a chi li guarda e per un piccolo intervallo di tempo la hanno donata anche a me, finche non mi sono chiesto quale sarebbe stato il loro destino. L’agnellino dopo sole quattro settimane di vita, un soffio di vita, verrà immobilizzato, verrà sgozzato e appeso per una zampa e lasciato li, a morire lentamente per dissanguamento. Due mesi per l’agnello, questo è il suo limite di aspettativa di vita. Gli agnelli sentono l’odore del sangue dei loro simili, e urleranno con le loro piccole bocche tutto il loro terrore,li , stretti l’uno all’altro aspetteranno il loro turno tremando e urlando. A volte lo stordimento previsto non ha effetto, a causa del surplus di lavoro di chi è addetto a questo compito, nella macellazione rituale invece,lo stordimento, non è previsto affatto. Alcuni, quelli fortunati (una piccola minoranza per la verità) saranno liberi di correre, fino ad un certo punto: quando saranno caricati su di un camion ammassati l’uno sull’altro e saranno condotti in un viaggio molto lungo pieno di sofferenza dove non si potrà bere, non ci si potrà muovere non si riposerà, alcuni non ce la faranno. Ad attenderli ci sarà un mattatoio.
L’oblio, il delirio dove migliaia di animali attendono la loro fine in recinti stretti e luridi, dove la pazienza del personale addetto all’uccisione dei cuccioli è veramente poca, per quelle *cose* che loro vedono già come carne morta;ma non è cosi!
Gli animali provano paura, dolore , angoscia, ansia proprio come noi e proprio come noi vogliono vivere.
La maggior parte , quelli meno fortunati non vedranno mai un campo d’erba, non sapranno mai cosa è la vita. Tutti saranno massacrati in nome di una tradizione ipocritamente definita di pace.
Molte volte, quando chiedo alle persone perché mangiano animali mi viene risposto che è un bisogno vitale, senza stare qui a spiegare la bontà di una dieta senza prodotti animali, chiedo semplicemente se mangiare l’agnello a pasqua sia vitale, se imporre, con i nostri acquisti, la morte di milioni di esseri viventi sia vitale, se utilizzare tutti i giorni degli animali per nutrirci e per vestirci sia vitale, e se la prossima volta quando passeranno davanti al banco della carne e distrattamente guarderanno quello che c’è dentro,prendendo più o meno a caso un pezzo di animale, si chiederanno cosa o chi era in vita, e che cosa si aspettava dalla vita, e quello che invece gli abbiamo dato noi uomini. GLi Uomini, specie animale superiore, dotata della razionalità dell’ *intelligenza suprema* e che ogni giorno mangiando esseri viventi si sentono e si sostituiscono a Dio, decidendo chi deve vivere e chi invece sarà considerato nel migliore dei casi un prodotto da banco, non un essere vivente , ma un oggetto.

In questi mesi, milioni di persone hanno manifestato contro la guerra, contro la morte, mi chiedo se decidere di non mangiare gli animali, cominciando dall’agnellino a pasqua, non sia una scelta di coerenza che le persone che ripudiano la violenza, l’assassinio e lo sfruttamento dovrebbero necessariamente fare, o se questo vale solamente per la specie [auto-eletta si ben chiaro] più importante. Andrea Biello.

venerdì, 25 marzo 2005 on 11:22 | In Generale | 16 Comments
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